L’associazione Utopia rossa lavora e lotta per l’unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente - con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica - persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

mercoledì 22 maggio 2013

LETTERA IN PUNTA D’AMORE A DON ANDREA GALLO, MIO AMICO E MAESTRO DI VITA ANGELICAMENTE ANARCHICO, di Pino Bertelli


Fai di ogni lacrima una stella



“Lontano da me la saggezza che non piange,
la filosofia che non ride e la dignità che non abbassa la testa
di fronte a un bambino che sorride e chiede di spezzare il pane con lui”...
(Dal taccuino di una fotografo di strada).


Fotografia di Pino Bertelli
Mi ricordo sì, mi ricordo di Don Andrea Gallo, mio amico e maestro di vita... partigiano, prete angelicamente anarchico. Quand’anche io avessi tutti i tesori della terra e parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, se non ho l’amore non sono nulla... quand’ero bambino, parlavo da bambino, sognavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino non l’ho mai abbandonato... l’amore per l’amore, per l’amicizia, per la fraternità è gioioso... non è invidioso, non si vanta né si offende, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non va in collera né tiene conto del male ricevuto, non conosce l’ingiustizia ma libera gli abbracci in tramonti improbabili nella verità... e la verità, come l’amore, non conosce catene.

Le lettere si scrivono in punta d’amore o sono parole da dimenticare... questa lettera scritta nel vento di mare, con una scheggia di canna di fosso e inchiostro di alghe che ho raccolto là dove finisce il mare e comincia il cielo, è per te Andrea, amico in utopia... che hai riconosciuto nell’amore dell’uomo per l’uomo la prima manifestazione di libertà... hai accolto l’ultimo, il reietto, lo straniero, il ribelle presso il tuo fuoco e considerato l’essere umano nella sua espressione individuale (e collettiva) in cammino verso la felicità a venire... amare il prossimo tuo come definizione della propria identità vuol dire rompere il silenzio dell’indecenza: “Ama e fa’ ciò che vuoi, ma quello che fai fallo con amore”, mia nonna partigiana, diceva. L’ eidetica del bene che mi hai insegnato senza insegnare, vuol dire tornare a respirare l’accoglienza del diverso da sé al di là di qualsiasi fede e fare dell’innocenza il valore fondante dell’uguaglianza come giustizia. “Tutti gli esseri umani nascono uguali in dignità e diritti”, si legge in una Carta dimenticata, che tenevi sempre stretta nelle mani e agitavi nei tuoi straordinari incontri con la gente nelle piazze di un Paese che si spegne.

Dolce Andrea, sul tuo battello ebbro di bellezze estreme, infinite, hai portato anche il concetto di libertà come diritto.... prete da marciapiede... coraggioso, uomo dalla fogliante intelligenza, hai mostrato che una persona è un centro di possibilità e nel guscio di una vita autentica, sostenuto che la giustizia è la più antica delle idee. Mi ricordo sì, mi ricordo... quando ci siamo conosciuti meglio... nel tuo archivio, era notte, pioveva, mi hai abbracciato e hai detto raccontami di te... “Voglio lavorare per la Comunità di San Benedetto, so fare solo fotografie”, ho risposto... e te: “Sono belli i miei ragazzi”, poi mi hai passato un sigaro toscano e abbiamo preso a parlare fino al mattino. E così è stato per questi anni belli vissuti alla tua tavola, con gli ultimi, gli esclusi, gli emarginati della “bella società”. Il tuo sguardo bucava la mia curiosità e il tuo abbraccio fraterno avvolgeva la mia inadeguatezza di ragazzo di strada, senza giudizio. Devo ancora incontrare un “diverso” le cui radici non affondino nella mia anima persa.

Queste parole di sale e vento sono per te, Andrea, e tutto il mio raccoglimento ti è dedicato. La casa della parola cantata o della bellezza donata di Lilli, Megu, Marino, il santo (Don Federico Rebora), il barone Cataldi, Domenico e tutti i ragazzi della Comunità... non ha porte né chiavi, quello che è mio è anche tuo, dicevi… a San Benedetto al Porto le favole non hanno confini e la lingua della dignità che hai disseminato tra gli uomini, senza nulla chiedere in cambio, non è una lingua di classe o di casta... è la lingua di tutti e per tutti. S’impara a vivere quando s’impara ad amare. I bambini con i piedi scalzi nel sole e la pioggia sulla faccia lasciano cadere la polvere d’oro dei sogni sul dialogo tra i “quasi adatti” e su altalene di stelle giocano laggiù dove finisce il sogno e comincia il desiderio di amare e di essere amati. Il pane dei sognatori non si taglia, si spezza.
Chi tocca l'amore riconosce la gioia, la bellezza e le carezze del cuore, come te sai Andrea. Nulla è stato scritto oltre il cielo, tutto è invece nell'amore che riusciamo a darci. Non cercate di prendere l’amore, perché vi scapperà tra le dita... il grado di libertà di ogni persona in amore si misura dalla qualità dei suoi sentimenti struccati... chi ha pianto l’insegnamento dei i padri lungo i margini dell’esistenza dolente, ha fame di sole carezze, perché sa che — gli eroi sono falsi, gli dèi sono morti e i boia muoiono all’alba — con i desideri d’amore realizzati. Sei stato maestro in dignità, Andrea, e la dignità è più importante della vita, dicevi. L’amore per la gente non cade in prescrizione. Dove non c’è dignità alligna l’ignoranza e l’odio. Restituire dignità agli esclusi, agli umili e agli oppressi significa fare della propria esistenza un’opera d’arte.

L’amore è sempre nudo sulla faccia dei cavalieri che fecero l’impresa, come te, Andrea... i canti dei liutai tengono in gran conto le lettere d’amore e il firmamento dei poeti del desiderio di vivere tra liberi e uguali… non hanno paura dell’indifferenza degli stolti e nemmeno delle promesse tradite degli stregoni della politica… ci sono notti e aurore che non accadono mai e l’inaudita dolcezza dello stupore e della meraviglia dei “fuori gioco” è il più bel teatro da guardare della nostra vita. L’amore abita dove lo si lascia entrare. Andare in “direzione uguale e contraria” e fare proprio il quinto Vangelo, quello di Fabrizio De Andrè, che declamavi di fronte a vescovi sordi e politici mediocri, significava amare la giustizia del tuo essere uomo nel mondo e dove c’è giustizia c’è anche la bellezza dell’intera umanità.

Ciao a te Andrea, amico caro, maestro di vita piena... siamo ancora insieme nel viatico delle nostre coscienze libertarie... fai di ogni lacrima una stella e dell'amore un fiore di vetro colorato che accompagna i tuoi sorrisi nel tempo. Consegna il tuo sogno alla sensualità delle anime belle e i tuoi silenzi inzuppati d'amore profumeranno di dolcezza e di rosa. Amare significa cambiare per qualcuno e insieme a qualcuno. L'amore viola i limiti della sofferenza, per fiorire sui sorrisi della libertà. L'amore si mostra solo all'amore. La surrealtà dell'amore afferra ciò che ci sfugge e insegna a lottare nella trasparenza dei sogni. Il coraggio di amare significa vivere anche la diversità, accettare la solitudine di noi e tra noi, che si fa vita. Il genio comincia sempre col dolore. Ti puoi dimenticare con chi hai riso, ma non ti dimenticherai mai con chi hai pianto. Chi ha molto amato, amato sarà sempre.


Piombino, dal vicolo dei gatti in amore, 22 volte maggio 2013

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

CONDENA A RÍOS MONTT: ¿CAMBIA ALGO EN GUATEMALA?, por Marcelo Colussi (desde Guatemala)


 [Llegamos aquí] “para servir a Dios y a nuestro rey y señor, y procurar de ganar honra, como los nobles varones deben buscar la vida, e ir de bien en mejor.
Bernal Díaz del Castillo (Siglo XVI)

“Los derechos establecidos, tanto en las leyes nacionales como en los convenios internacionales de la OIT, son sistemáticamente incumplidos en las fincas, incluso con la complicidad estatal.”
 CODECA (2013)
  
Guatemala fue el primer país de Latinoamérica en tener una organización estatal de defensa de los derechos humanos, un ombudsman. Ello no significó, sin embargo, que la situación de los mismos mejorara sustancialmente en estos años: fue, fundamentalmente, algo cosmético. Ahora el país acaba de ser el primero del mundo en sentenciar a un ex jefe de Estado por delito de genocidio. ¿Qué cambiará con ello?
Resulta aventurado decir qué vendrá en el corto plazo. Lo cierto es que luego de la condena al general Ríos Montt la sociedad en su conjunto se tensa, se pone al rojo vivo. Quizá sin habérselo propuesto expresamente, este juicio coloca sobre la mesa verdades de las que se habla poco, o nada. En estos momentos, sin dudas con algo de sesgo, todo pareciera girar en torno a si hubo o no hubo genocidio. Así planteadas las cosas, de esta forma tendenciosamente simplificada, la cuestión se reduce a si el militar de marras está “bien” condenado, o no. Pero la situación es mucho más compleja.

sabato 18 maggio 2013

ARMED MESSIAH VERSUS MESSIAH OF THE SACRED HEART?, by don Ferdinando Sudati (English - Español - Italiano)


Preface written by Don Ferdinando Sudati for the book by Pier Francesco ZarconeThe Armed Messiah: Yešū’ Bar Yōseph (published by Massari editore).   


The author of this essay, Pier Francesco Zarcone, is a believer; better yet, an orthodox Christian, graduated in Canonical Law and author of a previous book on Gesus*. He is also a historian of the workers’ movement with an anarchist background and he is an exponent, since several years, of an international political association which defines itself in terms of “red utopianism”. He is also a fine Islamologist and several other things. This should be enough to better frame the intellectual genesis of the book, to understand the emphasis he puts on certain aspects of the text and in order to appreciate the honesty with which he carries out his research. Not very often do we find a layman, someone who is not a theologian by profession, who is competent enough in religious matters and has the ability to communicate his knowledge, through writing, as the Author does. The reader will confront a demanding work, but not at all obscure or complicate, thanks to the style’s transparency. And that is already a great merit. 
The armed Messiah deals with a topic very much discussed at the half of the previous century. Even if it attracted a rather elitist attention, it has not lost its momentum, not even at the beginning of this 21st century, while new and deeper historical and biblical inquiries, as well as greater independence from traditional ideologies, allow us to see Jesus’ figure and deeds in a more balanced way. Between an aspiring Messiah who chooses the political and military path in order to subvert Rome’s power, and a non-violent pacifist who rejects the idea of even using vigorous methods to change the oppressive society of his time and establish the kingdom of God, there may be perhaps an intermediate space which could be the one Jesus really filled, or could have occupied in certain moments of his life.

venerdì 10 maggio 2013

VENEZUELA POST CHÁVEZ: PRUEBA DE FUEGO Y LABORATORIO PARA LA IZQUIERDA (VENEZOLANA Y MUNDIAL), por Marcelo Colussi


“La invencibilidad reside en la defensa, 
las oportunidades de victoria, en el ataque”.
Sun-Tzu

“La tarea es formar revolucionarios y no consumistas, culminar una revolución  y no competir en una subasta de votos”.
Luis Britto-García



Una elección reñida

Más allá de la interesada y tendenciosa matriz de opinión con que la derecha, tanto nacional como internacional, quiso presentar las recientes elecciones en Venezuela proclamando fraude a los cuatro vientos, la realidad es que Nicolás Maduro, aunque sea con estrecho margen, ganó.
De ello se pueden sacar varias conclusiones.

giovedì 9 maggio 2013

SPORT, RECORD, FAIR PLAY E CONTROLLO SOCIALE, di Marco Piracci



 The Philosophers' Football Match
(
Monty Pithon, 1972)
Sono felice di notare che  sulla tematica dello sport, si sia aperto un interessante dibattito. L’ email che mi sono pervenute ancora prima dell’articolo di Enzo Valls intitolato  “Il carattere essenzialmente sociale e collettivo del gioco” testimoniano la presenza di un interesse a riguardo, il desiderio di esprimere il proprio punto di vista. Le mie considerazioni sullo sport, non possono che partire da che cosa sia lo sport oggi, in un contesto definibile in termini temporali e spaziali. Enzo Valls sottolinea gli aspetti sociali e collettivi del gioco. Aspetti facilmente visibili e riscontrabili. Quello che però l’articolo non coglie, è il condizionamento economico-culturale presente nel gioco così come negli altri vari ambiti dell’esistenza. In ambito psico-pedagogico perfino autori comportamentisti come Mario Di Pietro o Monica Dacomo, sottolineano i limiti presenti in attività competitive ed in particolare nei giochi di squadra. Secondo questi autori si rende necessario limitare l’aspetto agonistico proprio per non generare ulteriore ansia nei bambini1. È interessante notare che anche in alcuni approcci allo sport negli U.S.A. sono sottolineati i limiti della competizione. Tra pochi giorni sarà nelle sale cinematografiche il film “Parental Guidance”  diretto da Andy Fickman. Nel film è presente una scena di circa dieci minuti in cui è mostrata una partita di baseball dove non esistono punti. Il battitore continua a battere finché non colpisce la palla ed in questo modo “conquista” la base. Anche nella patria del made self man l’ideologia dominante viene necessariamente messa in discussione proprio dove mostra con più evidenza tutti i suoi limiti: il rapporto con i bambini. È un dato importante, destinato a pesare nel tempo. 

martedì 7 maggio 2013

HUMBERTO, IN MEMORIAM - ultimi saluti di A. Helman, L.B. Pericás, M. de Martin, E. Valls, A. Marchi, R. Vinciguerra, A. Marazzi, D. Kunzle, A. Garzia, A. Furlan, R. Porfiri, C. Soria Galvarro, D. Cano


La  primera misión de un intelectual revolucionario es buscar y decir la verdad. Aunque esa verdad sea molesta o dolorosa. Humberto dedicó  muchos esfuerzos  a esta verdad. Y nos restituyó una imagen del Che hecha persona de carne y sangre con toda su grandeza y también con todas sus debilidades. Nos dejó un balance de la epopeya boliviana sin falsos oropeles, pero con hombres que dieron sus vida por un ideal que era de Humberto y que también es el nuestro.
Mucho aprendimos de los libros de Humberto. Las enseñanzas que deja la guerrilla boliviana sirven a todos los latinoamericanos para no cometer los mismos errores. Sirven también para templar el animo recordando el coraje y la fe de los que en ella combatieron.
Humberto  trasmitía esa experiencia, sus vastos conocimiento con la modestia y la paciencia de los verdaderos enseñantes, siempre con la convicción de decir la verdad.
Eso le trajo el  rechazo de los que se sintieron molestos por esa verdad, pero le proporcionó la admiración y la gratitud de los que tuvimos el gusto y el honor  de conocerlo.
Chau Humberto.

domenica 5 maggio 2013

HUMBERTO VÁZQUEZ VIAÑA: MISIÓN CUMPLIDA ANTES DE PARTIR, por Carlos Soria Galvarro


Humberto Vázquez Viaña ha fallecido. En los últimos años,  casi completamente ciego completó su trabajo documental y testimonial sobre la Guerrilla del Che en Bolivia, con tal premura que es de suponer presentía que le quedaba poco tiempo.
Vazquez Viaña, era hijo del insigne historiador boliviano Humberto Vázquez Machicado y hermano de Jorge “Loro” Vázquez, guerrillero capturado y asesinado por las Fuerzas Armadas. Estuvo relacionado directamente con el proyecto guerrillero, cumplió tareas en el aparato urbano y fue miembro del Ejército de Liberación Nacional (ELN) hasta poco después de la muerte de “Inti”. Refugiado político en Suecia, estudió sociología y realizó un conjunto de investigaciones y estudios sobre lo que fue la pasión de toda su vida: establecer la verdad histórica de los sucesos guerrilleros de 1967, descubrir sus entretelones y encontrarles un sentido.
Despúes de varios “adelantos” de sus obras, presentó el año 2000 su libro “Una guerrilla par a el Che”. Ocho años después hizo una segunda edición con varias modificaciones y con la inclusión de nuevos anexos.
El año 2011 entregó, lo que podría considerarse la culminación de sus investigaciones: “Dogmas y herejías en la guerrilla del Che”.

venerdì 3 maggio 2013

HASTA SIEMPRE, HUMBERTO QUERIDO, por Roberto Massari (en español - in italiano)

ESPAÑOL

Humberto Vázquez Viaña ha muerto de un tumor el 1 de mayo, a las diez de la noche. A su lado estaba su compañera Lola.
Perdemos a uno de los últimos testigos partícipes  de la guerrilla del Che en Bolivia y a un raro ejemplo de intelectual capaz de decir la verdad, toda la verdad, sin preocuparse de los enemigos que eso hubiera podido crearle (y que efectivamente le creó por muchos años). Perdemos a un hombre bueno, desinteresado, honesto, pero tenaz, batallador, polémico. Perdemos un raro ejemplo de devoción a la causa revolucionaria despreocupado por las ventajas que le hubiera podido garantizar la sociedad del espectáculo ya sea en Europa como en Latinoamérica. Perdemos un ejemplo de vida intelectual en el cual deberían inspirarse las nuevas generaciones de historiadores y estudiosos de los movimientos revolucionarios.

RED UTOPIA ROJA - Principles / Principios / Princípi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

(January 2010)

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad

(Enero de 2010)

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo.

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

(Gennaio 2010)

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

(Janvier 2010)

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

(Janeiro de 2010)